3 agosto 2016 - 1 comment.

Women don’t have the “vertical ambition” of men.

È del 29 luglio l'intervista di Businnes Insider UK a Kevin Roberts (presidente di Saatchi & Saatchi) in cui dichiara come da titolo che "le donne non hanno le 'ambizioni verticali' degli uomini". In pratica giustifica il fatto che su dieci direttori creativi solamente uno è donna con il fatto che il genere femminile non sia abbastanza ambizioso.

Questi sono i pezzi che non vorrei scrivere perché mi piace pensare di vivere un'epoca in cui non bisogna discutere sul perché e il come le donne siano ancora una specie protetta nel mondo del lavoro. Un mondo dove le quote rosa non esistono e non bisogna scendere in piazza per ribadire l'equità di genere ma ahimè trattengo la voglia di prendere a sberle le persone e vi spiego perché sarà difficile per me, art nata nel 1992, arrivare alla direzione creativa.
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Partiamo con le ragioni culturali.

A settembre compirò i miei primi 24 anni e da tre non ho una relazione stabile il che generalmente è considerato normale o non preoccupante ma che spesso deriva in discorsi che mirano alla responsabilità sociale di noi donne, alla necessità di trovarsi un compagno con cui costruire un qualcosa. In particolare una famiglia.

È difficile accettare che una donna possa voler mettere al primo posto la carriera invece che la costruzione di un nucleo anche perché la carriera si può sempre fare ma per trasmettere il proprio gene la natura fa il suo gioco e quindi bisogna cominciare a pensarci presto.

 

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Muoviamoci verso le ragioni politiche.

Attorno ai trent'anni i datori di lavoro matematicamente potendo scegliere tra un uomo e una donna con le stesse competenze sceglieranno un uomo. Il perché è ovvio. Il primo non avrà il diritto di assentarsi dal lavoro per dei mesi in caso di gravidanza e si sa che una donna attorno a quella età per le ragioni al punto primo, lo sfrutterà.

Nel particolare italiano (ma non solo) la mancanza di "ambizione verticale" è supportata da uno stato che non riconosce l'equità tra maternità e paternità. La volontà e necessità di rimanere a casa con il neo arrivato è quindi una priorità dedicata esclusivamente all'ambito femminile. Ipotizziamo invece un mondo nel quale la paternità equivalga alla maternità, immagino che oltre ad essere più adatto ad un bambino che è appena venuto al mondo permetterebbe una scelta più equa per il datore di lavoro che, giustamente, deve fare il tornaconto dell'azienda.

 

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Concludiamo sulle ragioni sociali.

Nella mia breve esperienza lavorativa mi sono accorta di quanto effettivamente lavoriamo in contesti patriarcali, dove capi e superiori sono quasi esclusivamente di sesso maschile. Fortunatamente non essendo in età a rischio ed essendo spesso etichettata come 'donna con i coglioni' non mi reputo vittima di discriminazione, mi sono anche resa conto però che uomini e donne sono diversi e spesso in maniera totalmente non voluta si creano dei veri e propri problemi di comunicazione e relazione.

Mi auguro che si tratti di abitudine, ma è più difficile creare rapporti personali e lavorativi con persone dell'altro sesso motivo per cui la parola di una donna rispetto a quella di un collega uomo viene capita con più difficoltà rispetto ad un ragionamento uomo-uomo e se da assioma i capi sono quasi esclusivamente uomini...

Capita perché è proprio più difficile capirsi. Tra uomo e donna sopratutto nel mondo del lavoro non esiste ancora ovunque quel feeling che ci può essere tra due uomini il che ci porta in una posizione svantaggiata.

Personalmente mi sono trovata in situazioni in cui i miei capi si sono meravigliati delle mie capacità di pensiero e che addirittura hanno avuto il piacere di farmelo sapere, probabilmente per la mia giovane età, probabilmente perché cerco di farmi spazio interlacciando rapporti di stima reciproca. Forse non la mossa più giusta ma quella che per ora mi sta portando più avanti.

Queste 600 parole per dire che se ci sono poche donne al potere probabilmente non è esclusivamente perché abbiamo poca "ambizione verticale" (ma solo a me fa pensare ad un'erezione?) ma anche perché viviamo in un contesto in cui l'ambizione talvolta non basta.


Dimenticavo, Kevin Roberts si è dimesso oggi. 

Published by: Giulia Mandalà in Blog

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