14 dicembre 2015 - No Comments!

Wind vs Vodafone. Spot all’ultima lacrima.

Che l'advertising sia sempre più emozionante e commuovente non è sicuramente una novità. Come mi è già capitato di dirvi le persone non fanno più caso ad il cosa comunichiamo ma al come le facciamo sentire, ed ecco quindi che i valori e principi aziendali diventano parte dello storytelling. Racconti ricamati per avvicinare le persone e umanizzare grandi fabbriche.

Qualche settimana fa sono stati assegnati i Grand Prix della comunicazione e nemmeno a dirlo Papà di WIND si è accaparrato il massimo premio. Che rabbia. A me papà non è mai andato giù!

Perché mai? Comincio a spiegarvelo con questo video.

(Se proprio non ve la sentite, correte al minuto 4:00)

Impossibile non emozionarsi nemmeno un secondo, probabilmente significherebbe non essere umani.
Uno script molto ben scritto per una storia non banale, buona la recitazione, ottima la regia e il montaggio. Ma in maniera provocatoria con il mio Papà volevo proprio sottolineare come a mio parere questa non sia pubblicità. E' un film. 

Una delle prime cose che mi hanno insegnato è che se all'idea posso attaccarci un altro brand allora non è quella giusta. Attaccare delle lacrime non mi farà cambiare idea.

Vi propongo allora una campagna uscita recentemente, con probabilmente meno di metà budget, per un'azienda che lavora nello stesso campo.

Si presenta quindi Vodafone con il suo primo cortometraggio. Una vera pubblicità.

In questo caso ci raccontano una storia che si, ci emoziona, ma senza dimenticare il messaggio e la marca. Quanti altri brand avrebbero potuto raccontare una storia simile? Al momento non me ne vengono in mente.

Mi viene però in mente l'ADCI che vota ai prossimi Grand Prix e mi chiedo se gli darà qualche premio. Probabilmente no e non posso nemmeno essere così in disaccordo. A volte nel lavorare con la creatività si perde il filo e non si vuole rinunciare a nulla.

A differenza del primo spot qui i budget di produzione probabilmente erano più bassi, nello stesso minutaggio abbiamo 4 scenette con uno script non eccezionale in cui molte cose potevano essere lasciate un po' più al nostro personale. Capisco la volontà di passare da una sequenza all'altra senza stacchi netti (molto apprezzata tra la gioia e le lacrime di Olivia a circa metà) ma tutta l'ultima parte della corriera forse non era necessaria, è evidente che le cose non siano andate bene visto l'inizio narrativo, i dialoghi di lei generalmente sono impietosi e creano un personaggio mediamente ridicolo e poi una Vespa negli anni 2000?

Ho deciso anche qui di ripropormi regista.

Non dico che andasse proposta la mia versione da 90" ma forse si poteva pensare di renderlo un racconto senza dialoghi e in questo modo di accorciare alcune parti che non aggiungono molto, al contrario.

In sostanza se dovessi scegliere il mio voto andrebbe a Vodafone anche se dall'alto della mia sedia nascosta dietro ad una tastiera, con una lacrimuccia che scende, mi viene voglia di rimandare entrambi.

Published by: Giulia Mandalà in Blog

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